giovedì 13 novembre 2008

Vittime dei deliri di architetti e designer...

Non posso non riportare in questo spazio il pensiero del Direttore di Due Ruote, Luigi Bianchi, che, sul suo blog, ne ha a destra e a manca contro il design, soprattutto di fanalerie e scarichi!

"Vittime dei deliri di architetti e designer lo sono in genere molte motociclette moderne, specie se appartengono alla categoria delle naked e vengono dal Sol Levante. I disastri riguardano un po’ tutte le sovrastrutture che vestono (fortunatamente poco) motore e ciclistica di questi mezzi, e si concentrano sui particolari dove i vincoli tecnici sono minori. Infatti, serbatoio, sella e parafanghi per quanto ci si sforzi sono comunque posizionati in modo obbligato e sono legati a esigenze funzionali imprescindibili. La fanaleria anteriore invece molto meno e, complice la disponibilità di sorgenti luminose sempre più efficenti e compatte, è proprio su questo particolare che si concentra spesso la maligna libidine di queste matite impazzite alla ricerca disperata di un segno originale e inconfondibile per le loro creature. E così alè con coppie di microfaretti tipo occhio dei Venusiani dei b-movie di fantascienza, vetri e relative cornici con forme che richiamano tutti gli animali estinti e viventi del pianeta con preferenza per il genere degli insetti, linee antropomorfe per suggerire idee di forza, aggressività e velocità. Secondo particolare nel mirino i terminali di scarico, dove le soluzioni predilette sono quelle che richiamano i razzi che si vedevano sui fumetti negli anni ’50/60, abnormi tromboncini di forma geometrica oppure simil-tubi di stufa di cui mantengono le dimensioni (e, coerentemente, pure materiali e finiture).
Insomma, un disastro su tutto il fronte. Ora, mi chiedo: ma questi strapagati signori A - Conoscono un po’ di storia e tradizione stilistica della motocicletta? B - Ne hanno mai posseduta/guidata una? C - Si sono mai informati dai motociclisti praticanti “veri” sulle loro preferenze (e idiosincrasie) per quanto riguarda gli aspetti stilistici? Personalmente ritengo che l’unico e autentico fanale degno di una moto “nuda” sia quello rotondo con la ghiera cromata e con il posteriore come si preferisce: piatto, a pera, tondo, a ogiva, cromato, nero o in tinta col resto della carrozzeria. In realtà si può anche tentare un fanale leggermente ovale o rettangolare - addirittura la coppia di fanali tondi - ma già queste varianti vanno gestite con prudenza e mano leggera, un po’ come il dosaggio della noce moscata in cucina. Per i terminali di scarichi idem: se non li disegna Massimo Tamburini in persona molto meglio rimanere sul classico che - tra tromboncini e “bottiglie” varie - comprende tutta la gamma del desiderabile!"

Non posso non essere d'accordo con quanto affermato! Effettivamente le forme semplici, sviluppate in maniera moderna, si vedono sempre meno...

Il 68 di Mr.Martini

Chi possiede o gravita nel mondo Triumph probabilmente conoscerà, almeno di fama, Nicola "Mr." Martini, titolare della concessionaria Triumph di Verona. Una delle prime persone a credere nella rinascita del marchio inglese negli anni 90.

Chi possiede una Bonneville molto probabilmente conoscerà la linea di accesori "Sixty8". C'è chi l'apprezza e chi no. Sicuramente facilita il lavoro a chi vuole personalizzare la propria moto in modo facile e veloce. Chi invece preferisce far da sè, non ama questo genere di proposte.
C'è però da dire che Triumph, in questo caso, è stata abile nell'avere questa pensata.
Ho trovato sul sito di Mr.Martini questa intervista, che vi giro:

L'ELEGANTE GAMMA DEGLI ACCESSORI SIXTY8 OFFRE QUALCOSA DI DIFFERENTE E ATTUALE AL POSSESSORE DELLA MODERN CLASSIC DI OGGI. NICOLA MARTINI CI SVELA I RETROSCENA DELLA SUA INTUIZIONE.

QUALE E' STATO IL MOTIVO CHE HA PORTATO AL PROGETTO 68? Cera l'esigenza da parte di Triumph di creare qualcosa di nuovo in aggiunta ai classici accessori da catalogo che fino a quel momento coprivano esigenze di utilità e moltissime cromature. Cera bisogno di qualcosa di diverso......

COME E' NATO IL PROGETTO, E CON QUALI TAPPE? lo penso che il "vero " inizio del progetto sia nato dalle percezioni del nuovo direttore commerciale Tue Mantoni e del nostro Mario Lupano che durante una loro visita presso la mia sede hanno ammirato , rimanendo particolarmente affascinati, tutto l'operato delle realizzazioni apportate a molte moto presenti in concessionaria, motociclette realizzate in maniera speciale che trasmettevano in qualche modo emozioni particolari. Da quel momento è iniziata una prima collaborazione per la realizzazione di alcune special derivate da moto di serie, vedi Flash Back ( usata per il lancio stampa mondiale della Thruxton all'Ace cafe di Londra .) Flash Back R ( utilizzata per il trofeo Thruxton) Rocket Boundless, Eurocket, ecc Successivamente quando si e venuta a creare l'esigenza di aggiungere qualcosa di nuovo al catalogo accessori, c'è stato un incontro con i responsabili in cui io ho cercato di capire quali fossero le loro esigenze e loro, tramite me , quali fossero le esigenze dei nostri clienti. Sono nate delle idee con l'aiuto di semplici disegni e grazie ad una gestione interpretativa molto intelligente e classificatoria curata dal manager Paul Chekley si e arrivati alia decisione di produrre alcuni prototipi ( molti dei quali realizzati direttamente con le mie mani).

PERCHE' 68? DA DOVE NASCE IL NOME? Cerano molte idee ma alla fine 68 e stato scelto da Triumph per ricordare l'annata più gloriosa per Bonneville.

COSA INFLUENZA UN DESIGN? Tutto il design è una miscela di elementi e di sfumature che raggruppa percezioni, idee e finiture . Tutti questi elementi devono essere integrati ed equilibrati tra loro.

COSA HA ISPIRATO AD ESEMPlO IL COPRISERBATOIO CON DISEGNO SCOZZESE? lo direi: che cosa ha ispirato Il copriserbatoio. In Triumph avevano l'esigenza di creare qualcosa di nuovo che in qualche modo risolvesse i problemi di costi e di tempi del Custom Paint. Mi e nata l'idea di proporre un guscio semplice con la stessa forma del serbatoio che si potesse istallare con estrema facilita, a costi assolutamente accettabili, per dar la possibilità a tutti, di personalizzare la propria moto a proprio gusto. L'idea e stata estremamente apprezzata e quindi si e passati alla scelta delle gratiche. Esistono copriserbatoio monocromatici ( che possono essere personalizzati dal cliente) e bellissime grafiche con spirito diverso tra loro, tra le quali spicca il disegno Tartan.

COSA HA ISPIRATO LA CITY BAG? Le borse amovibili erano un accessorio richiesto da molti nostri clienti che intendevano usare la moto quotidianamente per recarsi in ufficio. L'idea di creare la ventiquattrore elegante da moto e stata fantastica. E' diventato un elemento molto bello che ha entusiasmato non solo i nostri clienti ma anche molte persone che non posseggono la moto.
Very cool idea !!

COSA VUOI OTTENERE CON CIASCUN DESIGN? Vonei ispiiaie emozioni e sensazioni, miscelare classicità cd innovazione.

COME SELEZIONI MATERIALI! e COLORI? Percezioni, esperienza negli accostamenti e, non so se chiamarlo buongusto o intuito.....

QUALI SONO I TUOI ABBINAMENTI DI COLORE PREFERITI? Tutti i colori sono belli, non esiste un abbinamento di colore preferito. Esiste un'insieme di colori che deve attrarre e regalare emozioni. La Bonnie Black con finiture gialle e sella marrone nella sua semplicità ha affascinato moltissime persone. Ricordo il giorno in cui dovevamo allestire le prime moto per i cataloghi. Avevamo alcuni campioni dei primi accessori Sixty8 e delle Bonnie... Feci uscire dal reparto tutti i responsabili ed ingegneri Triumph. Rimanemmo io e Corrado Modolo (responsabile accessori Italia) Dopo un paio d'ore nacque la prima Sixty8 Bike ( poi chiamata Revolver Black). Beh, quella è la moto che appare fotografata nei cataloghi e in numerose pubblicità Triumph. Bella no?

QUALI SONO LE TAPPE SEGUITE NELLA CREAZIONE DI UN DESIGN? Innanzitutto servono le idee. ( che non sono sempre facili da individuare). Si passa poi a semplici disegni su carta. Dopo una classificazione di segmento o fascia d'utenza ( classic, racer, contemporary ) si passa alla realizzazione dei prototipi, e si studiano i materiali di composizione. La fase successiva riguarda la scelta delle grafiche dei colori e delle finiture. A questo punto tutto passa nelle mani degli ingegneri che ne studiano tutti i dettagli tecnici (standard qualitativi, metodi di realizzazione, collaudi test ecc...).

DOVE STAI ? Vivo e lavoro a Verona, ma non mi dispiacerebbe trascorrere un periodo della mia vita in Inghilterra.

ESPERIENZE DI PROGETTAZIONE E SVILUPPO DI ACCESSORI ANCHE CON ALTRI MARCHI? No, la mia passione e la mia anima sono Triumph. 100 % Triumph.Lo dico contro i miei interessi, probabilmente non riuscirei ad esprimere tutta questa "passionalità " con altri marchi motociclistici. Sono concessionario Triumph da 13 anni ed agli inizi non c'era tutto questo interesse per il nostro prodotto. E da li che con tutta la testardaggine possibile ho iniziato a proporre numerose modifiche alle moto di serie che magari qualche anno fa non avevano tutta questa personalità o identità estetica ma avevano una grande personalità meccanica. Dovevo in qualche modo attrarre "esteticamente" di più il mio cliente. Ora le Triumph sono diventate fantastiche ed hanno un fascino ed una identità forte. Personalizzare diventa sempre più difficile anche se c'è sempre qualcosa da scoprire.

COME E' STATO ACCOLTO QUESTO PROGETTO DAL PUBBLICO? Direi molto bene. I dirigenti sono molto soddisfatti e ci sono state numerose richieste.

QUALE E' IL PRODOTTO PIÙ' RICHIESTO IN CATALOGO E PERCHÉ Non sono, purtroppo, ancora in possesso dei dati di vendita dei vari accessori. Posso dire che nella mia concessionaria e stato tutto apprezzato in particolare hanno spiccato i gusci da serbatoio ( c'è chi ne ha acquistati 3) e le borse city bag. Poi le selle, le parti verniciate ecc...

IL MOMENTO DELL'OPERAZIONE DI CUI SEI PIU' ORGOGLIOSO? Ogni momento e motivo d'orgoglio. Dall'idea che parte nella mente, al cliente che la vuole vedere sulla sua moto. C'è una fase però che spicca sopra le altre ultimamente, e mi da molta soddisfazione. Ho notato che tenendo allestite in vetrina delle Bonneville con accessori Sixty montati, esco a catturare l'attenzione di più persone e, spiegando loro che c'è la possibilità di "crearsi la propria moto" il cliente comincia a giocare con la fantasia e cerca, nella sua mente , di costruire la "sua moto". Ecco, probabilmente con la linea Sixty abbiamo trasmesso quel qualcosa in più di ciò che un semplice accessorio può offrire. In altre parole; non si vendono solo gli accessori..........

SVILUPPI FUTURI? Dopo una pausa che e servita alla fabbrica per commercializzare la linea adesso si riprende per sviluppare ed allargare la gamma. lo ed il mio staff però, non abbiamo mai smesso di ricercare nuovi particolari da ideare e sviluppare. Tutto ciò grazie anche al rapporto costante con la nostra speciale clientela che usa e vive la motocicletta e si confronta con noi per esprimere le loro esigenze.

QUALCHE PRODOTTO NUOVO DI CUI PUOI ANTICIPARE QUALCOSA? Top secret

QUALE E' IL REALE POTENZIALE DI 68? II potenziale e altissimo. Sono state al momento sviluppate solo una piccola parte delle idee proposte, che erano probabilmente anche le più semplici e le più veloci da produrre.... Non dimentichiamoci anche delle potenzialità alla quale facevo riferimento prima e cioè che secondo le mie analisi si riescono a stimolare ulteriormente le vendite di moto nuove.

QUALI SONO LE TUE AMBIZIONI RIGUARDO A 68? Le mie ambizioni sono grandissime. Siamo riusciti a dare un look contemporaneo alla gamma classic, e a questo punto cosa ci impedisce di classicizzare la gamma urban sport ? Che ne dite ragazzi.....miscelare con gusto si può lasciatemi fare!!

lunedì 10 novembre 2008

Ducati Streetfighter moto più bella del salone???


Sembra essere proprio questo il risultato del concorso indetto da Motociclismo "Vota la più bella del salone"... Ducati Streetfighter vince con il 25, 31% delle votazioni.
Rimango francamente perplesso di fronte a simile risultato, considerandola una moto più jap che italiana, storicamente indietro a livello di design.
E poi su questa Ducati manca lo stile di tutte le altre Ducati! La snellezza, le linee "minimali", il disegno Italian Style...

Forse poi dal vivo sarà bellissima, io al Salone non ci sono andato. Aspetterò che arrivi in concessionaria per dare un giudizio...

La classifica finale:
Ducati Streetfighter
25,31
Aprilia RSV4 Factory
22,01
Mv Agusta Brutale 1078RR
12,45
Honda CBR1000RR HRC ABS
7,52
BMW F 800 R
4,86
Triumph Street Triple R
3,91
KTM RC8
3,32
Moto Guzzi V7 Café Classic
3,02
Kawasaki ER-6n
2,75
Bimota DB7
2,38
Moto Morini Granpasso
2,11
Harley-Davidson XR 1200
2,08
Husqvarna SM 530 RR
1,69
Suzuki Gladius
1,11
Buell 1125CR
1,11
Benelli 2UE
0,66
Derbi GPR Racing 125 4T
0,27
Cagiva SP525
0,27

venerdì 7 novembre 2008

APRILIA MANA X Vs HUSQVARNA SMQ

E' interessante notare come due delle pochissimi concept presentati
a Milano siano indirizzati verso le "scrambler". E' interessante notare come già da qualche anno si punta verso questa tipologia di moto, senza, in realtà fare grandi vendite. Sembra piacciano a molti ma poi "non le compra nessuno". Come mai? Eppure hanno il loro bel fascino! Chi più, chi meno si distinguono dalla massa.
Comunque sia eccole faccia a faccia ad EICMA 2008:
APRILIA MANA X: Ovvero come trasformare una pacifica moto - comunque rivoluzionaria per la mancanza del cambio- in una aggressiva moto dirt-track! Molto essenziale col suo bel telaio a traliccio e l'originale idea degli scarichi Supertrapp inferiori con uscite opposte. Bassa, molto bassa, più vicina al concetto "ovale in terra battuta":

HUSQVARNA SMQ: Sulle prime il concept curato dal Centro Stile Husky, guidata da Raffaele Zaccagnini, è "scioccante" per via soprattutto del radiatore fisso che fa da cupolino e per la grafica dal forte impatto. Ritengo però che, con una limatina alle linee stravaganti questa moto, se veramente verrà realizzata, potrebbe essere un ottimo prodotto del nuovo corso della Casa Varesina

Secondo voi chi vince la"sfida"?

mercoledì 5 novembre 2008

BMW "Fai da te"

Ad EICMA 2008 BMW, Marchio ormai capace di presentarsi con una immagine giovane ed innovativa, lontana anni luce da quella "goffa viaggiatrice e sedentaria", presenta una idea assolutamente fuori da ogni schema ma assolutamente figlia dei tempi moderni e della voglia di farsi la moto su misura: "BMW Lo Rider"!
Si esattamente così, “Lo” senza una w o altre lettere. Due parole il cui suono può essere letto in tanti modi e dietro i quali si nasconde un concetto tutto nuovo: per una moto che sembra quello che in realtà non è, perchè se sulle prime la definiremmo una Roadster - o naked - dal look muscoloso e retrò, la Lo Rider è in realtà secondo BMW un nuovo concetto di “Custom”.

Non associate però questa parola all'H-D. Non c'entra nulla. Qui si riferisce alla customizzazione, al farsi la moto ad "immagine e somiglianza" del pilota! Quello che avviene si con Harley, ma anche come altre marche come ad esempio Triumph e Moto Guzzi, ed applicata anche ad altre tipologie di moto, come ad esempio le super sportive o...gli scooter.

Però in questo caso BMW fa di più: ti propone la base di un buon motore ed una ciclistica rigorosa. Il resto lo decidete voi! Mi direte...sai che novità...il Monster è uscito nel 1993 e non ce n'è più uno in strada originale....è vero, ma la Casa proponeva solo alcune particolari per la modifica, non "mezza moto"!!!
Brava BMW.