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mercoledì 24 aprile 2013

Semplicità

Sono stato qualche giorno fa ad un raduno di scooter d'epoca, organizzato dal Veteran Car Club Ligure. Lasciando da parte il mio eclettismo nel passare da una Speed , alla Tricker, fino a sedermi sulla sella, scomoda, di una Vespa TS del fratellino, ho notato in questa bella giornata primaverile due cose fondamentali:
La prima è stata la semplicità, perlomeno percepita, degli scooteristi: sicuramente fiera del proprio mezzo di trasporto ma al contempo senza quella ostentazione del mezzo posseduto che sempre più spesso, ahimè, scorgo tra i motociclisti.
E poi questi scooter, ognuno con le proprie caratteristiche tecniche ma soprattutto estetiche, a volte buffe, altre più seriose, ma sicuramente tutte affascinanti! Belli belli belli! Tutti restaurati, colorati, avvolti da quella nuvoletta bianca di benzina ed olio, e, seppur a velocità modeste, pronti a farti vivere, forse ancor meglio di una moto, le emozioni che una strada, bella come l'Aurelia, ti può dare.











domenica 9 agosto 2009

Qualcosa di diverso

Qualche settimana fa ho intravisto un oggetto plasticoso vecchio, malandato...dalle linee molto particolari, oggettivamente brutto, diciamolo, però il marchio Gilera impresso sullo scarico mi ha incuriosito...

Oggi ho fatto una veloce ricerca su internet....trattasi di Gilera GSA 50 datato 1982!

Ecco cosa ho trovato in rete, una intervista al suo disegnatore:

"Oggi esistono numerosi scooter di varie marche e tipologie; trent’anni fa, invece, tra i ragazzi era più diffuso il ciclomotore, mentre lo scooter per eccellenza era un solo: la Vespa. Ecco, di seguito, la storia di una sorta di “outsider”: lo scooter Gilera GSA 50, presentato nel 1982 e disegnato da Paolo Martin.

La Gilera, alla fine degli anni settanta, non navigava in buone acque, nonostante il bon successo delle moto 125 RV e RX; pertanto, decise di cimentarsi nella realizzazione di uno scooter, un settore che allora era prerogativa “esclusiva” della cugina Piaggio.

Scrive Paolo Martin: «L’ingegner Vianson, allora direttore generale, mi diede l’incarico di “inventare” qualcosa di diverso per non ostacolare il 50 Piaggio e per non agitare troppo le acque».

Il designer, dunque, cominciò a pensare ad un mezzo differente, sfruttando l’esperienza accumulata nell’ambito della carrozzeria automobilistica. La struttura, ad esempio, era uno scatolato in lamiera portante, con appendici in plastica o addirittura in gomma facilmente sostituibili o personalizzabili, dai singoli utenti o dall’azienda stessa, per un’eventuale diversificazione dei modelli futuri. Il risultato era particolarmente innovativo dal punto di vista stilistico, e creò anche una sorta di scompiglio in azienda: in quell’epoca, anche il solo cambiamento di un’interruttore per Vespa e Ape «era un evento epocale».

L’iter del progetto fu comunque piuttosto travagliato: la produzione dei lamierati venne fatta a Torino dalla ditta Maggiora, le plastiche sempre a Torino da AG. International, il motore venne invece fornito dalla MOTOVESPA spagnola, con cilindrata ridotta da 60 a 49 cc.

Le immagini raffigurano il modello in legno realizzato da Paolo Martin per la presentazione ufficiale. Il veicolo uscì nell’82, e destò grande interesse, «ma anche qualche sconcerto: non vi era ancora l’abitudine a questa nuova immagine, il motore era modesto, era difficoltoso sollevarlo sul cavalletto, e il prezzo era abbastanza elevato. Rimane comunque la soddisfazione di aver in parte anticipato l’evoluzione di questo tipo di veicolo, oramai entrato nella normale quotidianità»".

Io nel 1982 avevo 5 anni...non lo conoscevo...qualcuno di voi invece l'ha avuto?

giovedì 18 dicembre 2008

Il panettiere del futuro...

A volte, anche se raramente, si trova qualcosa di originale anche nel mondo degli scooter che, troppo spesso, perdono la loro vera identità, il vero motivo per cui dovrebbero esistere che è quello della praticità urbana.
Navigando nel web ho scoperto che nel 2003 Yamaha presentò come concept un mezzo di trasporto nel vero senso della parola, ma anche stilisticamente personale.

Yamaha FC-06
Il motorino ha linee semplici ma originali. Una struttura di forma semicircolare funge da scudo anteriore, da pedana e da reggisella. La meccanica è contenuta al suo interno, senza nulla lasciare trapelare al di fuori sulla particolarità della propulsione, perchè il prototipo presentava una motorizzazione elettrica alimentata a metanolo!

Bellissimi a mio parere, ma soprattutto utili in città i due grossi e robusti portapacchi, quel che serve in città e che purtroppo si trovano sempre meno...e poi questo scooterino mi fa sorridere perchè mi ricorda un sacco il TIR Peripoli, quello che usano i panettieri per intenderci... :-)

martedì 4 novembre 2008

"Il futuro è cominciato"

E' con questa frase che la Innocenti lancia sul mercato lo scooter Lui 50 e 75cc.
Ed effettivamente non poteva scegliere frase più azzeccata vista la linea disegnata da Nuccio Bertone. Un design che fece scalpore a quell'epoca (1968) e limitò fortemente le vendite di quello che doveva essere il rilancio del marchio Lambretta; era talmente originale da rendere limitata la propria diffusione.
Motore completamente a vista, scudo anteriore "piegato in due", il serbatoio sottosella perfettamente armonizzato ed il manubrio forato sono elementi stilistici di pregio assoluto, veramente seventies!!!


sabato 4 ottobre 2008

Diversi dal solito

Purtroppo lo scooter più utilizzato nelle città italiane è l'Honda SH. Esteticamente una tristezza...Per di più si vende color argento, grigio topo, nero...
Funzionalissimo ed affidabilissimo, però...triste!

Ma volete mettere?

YAMAHA GIGGLE

HONDA ZOOMER
Ok, non saranno stilisticamente perfetti, ma sono sicuramente simpatici e diversi, cosa che non guasta! Tra i due io preferisco il Giggle...lo scooter ciccione...
Purtroppo non l'ho mai visto in giro...solo su internet ed in concessionaria...
Qualche Zoomer invece l'ho visto....ma proprio pochini...

Ah...non dimentichiamoci il capostipite, sempre bellissimo:

MBK BOOSTER