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giovedì 31 gennaio 2013

Borile ha qualcosa da dire...

...e da dare...

E' notizia di ieri la pubblicazione su Motociclismo.it di una nuova moto firmata Umberto Borile.
Una Enduro, semplice, per tutti. Per chi vuole una moto di qualità, ma anche di quantità, pronta un pò per tutto....tutti la chiedono ma nessuno la realizza, perlomeno decentemente...


Borile, dopo averci stupito con la Multiuso, è pronto per soddisfare tutti gli utenti che vogliono un mezzo furbo e "totale"!

A talk proposito vi invito a leggere le pagine di questa discussione dove è lo stesso Borile che chiede lumi agli appassionati! Bellissimo!!!!

mercoledì 29 giugno 2011

Una bella idea da Borile

Umberto Borile è una persona furba, nonchè un grande personaggio - non lo conosco ma così, a naso, per quello che realizza direi che non sbaglio...
L'ultima idea è una genialataperchè non si fa altro che realizzare un sogno richiesto a furor di popolo!il ritorno dello Scrambler Ducati!

Ecco l'articolo pubblicato su Moto.it ed in aggiunta le parole di chi ha realizzato questo disegno!


"La vedremo da vicino all’Eicma milanese del prossimo novembre, questa moto gialla e cromata dalle forme decisamente deja vù, che di sicuro farà sobbalzare sulla sedia chi in gioventù possedette una Ducati Scrambler, o comunque avesse sognato di averla. Insomma, questa è virtualmente l’interpretazione moderna della Ducati Scrambler 450, creata dall’artigiano padovano Umberto Borile con un nuovissimo motore da lui stesso progettato. Ma l’accostamento con il marchio bolognese è tutt’altro che peregrino, visto che il tutto è nato con la benedizione di Borgo Panigale, che ne fornisce le termiche.

Umberto ci aveva raccontato dell’arrivo di questa moto e del suo motore, del quale arriverà anche la versione da 350 cc, destinata ad un modello da enduro. Il nuovo “mono”, rigorosamente raffreddato ad aria, è un pezzo decisamente interessante e dall’architettura particolare, con alesaggio e corsa che fanno un bel 98x60, per una cubatura effettiva di 452,6 cc. Ma la sua peculiarità principale sta nel cilindro leggermente inclinato all’indietro, con l’aspirazione davanti e lo scarico dietro. Anche perché stiamo parlando di cilindro e testa posteriori del motore Ducati ad L che equipaggia Monster e Hypermotard 1100 Evo, quindi con distribuzione desmodromica monoalbero a due valvole, azionata da cinghia dentata laterale sulla destra. La cilindrata di 452,6 cc è stata dunque ottenuta accorciando la corsa, e utilizzando una nuova biella monolitica. Ovviamente l’alimentazione è ad iniezione elettronica, e l’avviamento elettrico, mentre il cambio è addirittura estraibile: una soluzione chicca che potrà anche sembrare un di più, su una moto del genere, ma “metti che ci venga in mente di partecipare al campionato di short-track…”, ci racconta sornione lo stesso Borile.

Quanto a potenza e coppia, Borile non dichiara ancora nulla, se non che si dovrebbero tranquillamente superare i 40 cavalli e, nonostante l’alesaggio decisamente esuberante rispetto alla corsa, utilizzando masse volaniche sostenute si otterrebbe un notevole tiro in basso, con un regime del minimo stentoreo e regolare, proprio come sui vecchi mono Ducati. Da notare, perlomeno nel rendering che pubblichiamo, il silenziatore identico a quello delle vecchie Scrambler.

Quanto alle ruote, saranno da 19 pollici davanti e 18 dietro. Per conoscere il prezzo, dovremo ovviamente attendere la presentazione milanese di novembre.

Ma non è tutto, come abbiamo accennato nel sommario. Eh già, perché Borile ci ha raccontato la sua nuova idea, che è quella di realizzare una bicilindrica V2 da 1000 cc o giù di lì, con ruota anteriore da 21 pollici e posteriore da 18. Il diametro della ruota anteriore lascia già intendere che si tratterà di una maxi-enduro, ma Borile pensa ad una versione davvero tirata all’osso, spartana, quindi molto leggera, che poi l’acquirente potrà personalizzarsi a piacimento grazie ad appositi accessori e particolari che verranno realizzati ad hoc. Idea brillante, ci sembra. Quindi, non ci resta che attenderne gli sviluppi."

Ed ecco cosa dice chi l'ha disegnata:
"...mi chiamo Andrea 'Artù' Artusi e sono colui che ha realizzato, seguendo scrupolosamente le indicazioni di Umberto Borile, la ricostruzione grafica della sua nuova Scrambler che è stata pubblicata.

E' stato un lavoro difficile ma anche bellissimo perché Umberto Borile, checché se ne dica, è un artista delle moto e prima di tutto un grandissimo appassionato. Quanto allo spirito con cui è nato questo progetto non posso che che quotare Tanketto01 (ovvero l'amico Maurizio Tanca).

La moto che vedrete al Salone ripercorrerà esattamente queste linee ed è stata pensata per riproporre con gli standard di sicurezza e i materiali di oggi i sapori e il piacere di guida della vecchia scrambler. Il tutto con il valore aggiunto di una costruzione rigorosamente a mano che solo un artigiano del suo calibro sa dare.

Certo, sarà un prodotto esclusivo. Ma come è accaduto spesso in passato potrebbe anche 'svegliare' le case su progetti di moto come questa nate per essere leggere e godibili."

Ora non ci resta che attendere...

lunedì 31 gennaio 2011

Come un coltellino svizzero...

Quando il design si adatta alla funzionalità della moto per renderla unica!Giustifica Mr. Borile na ha inventata un'altra delle sue!
Dopo i vari capolavori di stile del passato, presenta al pubblico questa moto tuttofare!
Unica nel suo genere perchè fonde la moto da trial, quella da motoalpinismo ma anche la moto da lavoro, categoria, fino ad oggi, inesistente...
Questa è la Multiuso!


Dal forum soloenduro.it ho trovato un testo di presentazione scritto direttamente da Umberto Borile che mi sembra giusto divulgare per conoscere meglio le caratteristiche di questa novità:
"...osservazioni che servono a migliorare il prodotto,anche se si tratta pur sempre di un prototipo,soggetto quindi a parecchi cambiamenti.Vorrei ricordare la filosofia base che mi ha spinto a realizzare un coso del genere.L'ideale per fare passeggiate nei boschi,ed arrampicarci in qualche bel posto,è la moto da trial.Però manca di sella ed autonomia,e scartando il due tempi,per i motivi che sappiamo,non rimane che qualche 4 tempi.Gli unici però esistenti sotto il quintale,sono mezzi sofisticati e ruotano tutti nell'orbita dei 7.000 euro circa.Quindi,essendo io un endurista,ma quando posso anche un motoalpinista,ho visto proprio la mancanza di un mezzo LEGGERO,ECOLOGICO,SOTTO GLI 80 KG.CON CIRCA 20 CV. MAGARI AVV.ELETR.SEMPLICISSIMO,E CHE COSTI DAI 4000 AI 4300 EURO.
Certo che una realizzazione del genere è una bella sfida,e visto che non riesco proprio a vivere tranquillamente,ma devo sempre andare in cerca di robe da infarto,ho cominciato quattro anni fa con il primo prototipo.Una macchina da guerra,c'eravamo con tutto,ma anche l'occhio vuole la sua parte,quindi scartato.Il secondo,troppo sofisticato,scartato.Il terzo,un bel mezzo,ma difficile da produrre in serie e quindi costoso,scartato.L'ultimo,questo.Doveva essere una sintesi di tutti gli altri,rinunciare ad un pò di bellezza,di linea,a vantaggio della semplicità,infatti non c'è serbatoio,il telaio fa da serbatoio,non c'è cassa filtro il telaio fa da cassa filtro.La parte centrale,non è leggera di linee come l'anteriore,il motivo c'è.Ho preferito mettere la chiave d'accensione sulla fiancatina destra,per evitare grossi cavi al manubrio ed avere quindi solo sottili fili che comandano fari,frecce,clacson,migliorando così le manovre al limite,voglio ricordare che la moto in questione ha di gran lunga il raggio di sterzata più stretto di qualsiasi altra moto al mondo,con 1470mm a dx e 1440mm a sx.Sempre sotto la fiancatina dx,vi è tutto il resto dell'impianto elettrico,con accesso ai fusibili,da quella paratia(per il momento)in pelle marroncina.Sotto la fiancatina di sx invece vi è la prima parte dell'impianto di scarico con i suoi 4 catalizzatori.Fra le due fiancatine,in zona centrale subito sotto la sella,che si toglie con vite a scatto,si trova il filtro dell'aria,che anc'esso contribuisce a non snellire il mezzo,ma proprio grazie alla sua elevata posizione,ci ha permesso di guadare con l'acqua che ci arrivava a mezzo stivale,senza subire il benchè minimo inconveniente.La sospensione posteriore è inedita,ma collaudata in quanto si comporta egregiamente da due anni su una Montesa 348,2t,di un mio amico che pesa 100 kg.Sulla Multiuso però sono state montate delle molle con tempra sbagliata,infatti a mano a mano che i collaudi continuavano,la moto si abbassava di qualche cm,fino ad assumere quella posizione di "culo basso" che si può notare sulle foto.Ma su questo si è gia andati ai ripari.Per il resto nulla di eccezzionale,il motore è il vecchio XL 200 Honda fatto in Cina su licenza,e direi che è migliorato in estetica,risulta infatti molto piccolo.La semplicità e la ricerca dell'estremo per arrivare ai suoi 79,5 kg di peso a secco,paga sull'estetica.Ma si sa che più roba si mette per abbellirla più si paga in termini di peso e di denaro.La configurazione da lavoro,poi,cambia il design del mezzo in funzione di ciò che si vuole fare.In una foto infatti si vedono i tre portapacchi,il gancio di traino con carrellino,la tanica cilindrica della miscela per la motosega,sul lato dx e l'attacco per la motosega sul lato sx.Comunque il fatto confortante,è che nonostante il conducente pesasse ben 105 kg,e sul carrellino vi fosse circa 150kg di legname,la moto si è arrampicata bene dimostrando grandi doti di motricità.Certo che un trattore o un quad fa meglio,non è nata solo per questo scopo,ma se occorre,si può anche fare questo.C'è la possibilità di montare un serbatoio carburante fra canotto di sterzo e sella da 5 litri,per dare la possibilità di allargare l'utenza.Ora come ora,con i suoi 5,5 lt.e circa 35 km con un litro,c'è quanto basta per divertirsi sui sentieri dalla mattina alla sera senza dover ricorrere a distributori. Mascherine portafaro,pedane passeggero ed altre cose sono in fase di realizzazione,ci aggiorneremo più avanti.Saluti e grazie ancora.Umberto Borile. "