martedì 12 luglio 2011

Cafe Racer Festival

Ecco un altro appuntamento a cui sarebbe bello partecipare...anche questo in autunno...

E c'è la reunion BB, e c'è il raduno delle Honda XL, e c'è il raduno di Riders, e c'è il giro con gli amici, e c'è la Rievocazione della 200 Miglia ad Imola...due matrimoni, un battesimo...ecc...
Sarà durissima scegliere!!!!

lunedì 11 luglio 2011

Concept bike Aprilia Easyrider

L’ha chiamata Easyrider, sicuramente per ispirarsi alla libertà dei motociclisti del celebre film datato 1969. Il progettista è il designer Roberto Vernile che, in collaborazione con Aprilia, ha immaginato e progettato questo nuovo concetto di moto, basato sopratutto sulla personalizzazione del mezzo. In un periodo dove distinguersi è diventato quasi obbligo, una moto prodotta in serie, capace però di mostrarsi diversa dalle altre “sorelle”, potrebbe davvero fare la differenza…specialmente se italiana!

Basandosi sul modello Shiver della Casa di Noale, Vernile ha disegnato la Easyrider, dotata appunto di un telaio che permette di personalizzare la posizione di sella, manubrio e pedane. Il telaio è a traliccio, con tubi a sezione ellittica in alluminio con sistemi modulari di connessione. La posizione di guida è regolabile e personalizzabile attraverso sistemi ad eccentrico su pedane e reggisella posteriore. Stesso discorso per la posizione del manubrio, regolabile e personalizzabile in altezza, larghezza e inclinazione. Il freno anteriore ha il serbatoio integrato. Per il passeggero è stata pensata una sella in Technogel e pedane poggiapiedi retrattili attivabili meccanicamente mediante blocchetto chiave sottosella.

Per quanto riguarda il motore, la mappatura consente di programmare il controllo di trazione con ride-by-wire. Vi è inoltre la possibilità di personalizzare la colorazione della carenatura vano serbatoio mediante l’adozione di pellicole elettropilotate a bassa tensione. Il vano serbatoio è multiuso: la copertura intercambiabile può integrare lo spazio di carico, il casco, sistema di navigazione o airbox maggiorato, oltre a poter incrementare il maniglione di sicurezza per il passeggero. Il cupolino in plexiglass è regolabile in altezza e inclinazione, rimovibile e sostituibile con mini-parabrezza. Innovativo anche il sistema di pinza freno anteriore, che può intercambiare tre diversi tipi di pastiglie senza dover utilizzare utensili.

Ci spiega qualcosa in più Roberto Vernile: “Il progetto è stato sviluppato nel 2009 in collaborazione con Aprilia per la tesi di Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, e per motivi di riservatezza è stato reso pubblico solo ora. Il motore e le misure del telaio sono quelli di Aprilia Shiver, anche per il montaggio con il Twin 1200cc. Il progetto si propone la progettazione di una concept-bike variabile in funzionalità, estetica ed usabilità in base alle esigenze degli utenti. Questa soluzione è strettamente influenzata dalla “personalizzazione di massa”, che richiede componenti di cambiare la moto e renderla funzionale in base alle proprie esigenze. L’innovazione, che è un altro aspetto centrale di questo progetto, è finalizzata ad aumentare la simbiosi tra uomo e moto.”

Il processo produttivo dell’azienda non sarà influenzato da una forte segmentazione del prodotto, ma si rispetterà l’economia di scala. Il principale aspetto innovativo di questo progetto è la capacità di interazione con l’utente finale, che sarà in grado di cambiare il suo stile di guida, se necessario, con particolare attenzione allo sviluppo degli elementi di interfaccia: sella, manubrio e pedane. Il prodotto è sviluppato per rendere più facile una personalizzazione estetica e funzionale, che risulterà maggiormente in connessione con i gusti degli utenti. L’adattabilità favorisce inoltre facilità di manutenzione e l’inserimento di dispositivi di sicurezza.

Nelle intenzioni il progetto intende creare un prodotto che apra un nuovo settore di mercato tra le due ruote accogliendo un target di customer-rider dai consolidati settori di mercato tra le sportive, le naked, le touring e le custom. Il risultato e’ infatti una due ruote che si adatti a tutti questi stili di guida, interagendo quindi con l’utente e integrando diverse posizioni di esercizio per trovare sempre la condizione ottimale nelle differenti situazioni stradali. La possibilità di adattare la moto alla propria fisionomia ed al proprio stile di guida non farà altro che aumentare il piacere di usufruirne e di conseguenza anche la fedeltà nei confronti dell’azienda produttrice.”

Sicuramente qualcosa di rivoluzionario all’interno del mercato delle due ruote, un mezzo che permetterà agli appassionati di poter guidare in tutte le situazioni e sopratutto adatto alle proprie esigenze. Aspettiamo adesso una presa di posizione da parte di Aprilia che sicuramente non perderà tempo davanti ad un progetto così ambizioso!

Da Motoblog

Yamaha RD 350 LC


Un fascinoso 2 tempi anni '80...

giovedì 7 luglio 2011

Ognuno ha il suo mito!

...io penso proprio di averlo trovato oggi, dopo aver sfogliato, anzi sbavato, sull'ultimo numero di Riders...qualcuno magari penserà che io stia esagerando ma avere Steve McQueen come icona mi pare un pò troppo banale...
Io sto con Paolo Bergamaschi, l'autore di questa meraviglia:
la BMW GS 100 Mitte è qualcosa di unico, che si aggiunge alle sue non numerose ma splendide special, tutte mirate all'essenzialità su base H-D e Triumph.
Ecco, lui è il mio mito. Pane e salame. Non lo trovi su Facebook, non lo trovi su Twitter, ma forse, leggendo l'articolo, lo puoi trovare in una fantomatica officina nel pavese...

Paolo, tu il mio numero di cellulare ce l'hai, l'hai memorizzato, ero a fianco a te al Bike Show di Verona, l'hai preso perchè volevi venire al mare...ricordi...il tuo non te l'ho chiesto perchè non volevo sembrare un rompiscatole ma a questo punto...chiamami che parliamo di moto!!! Questa e quelle passate!!!

Urka la Nuda!


Azz...bel prodottino ha sfornato la BM...ah no, volevo dire l'Husqvarna!!!
Certo, per ora abbiamo solo le foto però...direi...SPETTACOLO!!!

Certo, per i miei gusti, è sostanzialmente una moto da fighetto, piccolino di statura e senza un filo di grasso, e per finire con un look all'ultima moda...quindi non per me...ma la moto mi da qualche sensazione...che in questi tempi magri ci vuole proprio!

Curioso di vederla dal vivo, in strada però, non in qualche salone...

mercoledì 29 giugno 2011

Una bella idea da Borile

Umberto Borile è una persona furba, nonchè un grande personaggio - non lo conosco ma così, a naso, per quello che realizza direi che non sbaglio...
L'ultima idea è una genialataperchè non si fa altro che realizzare un sogno richiesto a furor di popolo!il ritorno dello Scrambler Ducati!

Ecco l'articolo pubblicato su Moto.it ed in aggiunta le parole di chi ha realizzato questo disegno!


"La vedremo da vicino all’Eicma milanese del prossimo novembre, questa moto gialla e cromata dalle forme decisamente deja vù, che di sicuro farà sobbalzare sulla sedia chi in gioventù possedette una Ducati Scrambler, o comunque avesse sognato di averla. Insomma, questa è virtualmente l’interpretazione moderna della Ducati Scrambler 450, creata dall’artigiano padovano Umberto Borile con un nuovissimo motore da lui stesso progettato. Ma l’accostamento con il marchio bolognese è tutt’altro che peregrino, visto che il tutto è nato con la benedizione di Borgo Panigale, che ne fornisce le termiche.

Umberto ci aveva raccontato dell’arrivo di questa moto e del suo motore, del quale arriverà anche la versione da 350 cc, destinata ad un modello da enduro. Il nuovo “mono”, rigorosamente raffreddato ad aria, è un pezzo decisamente interessante e dall’architettura particolare, con alesaggio e corsa che fanno un bel 98x60, per una cubatura effettiva di 452,6 cc. Ma la sua peculiarità principale sta nel cilindro leggermente inclinato all’indietro, con l’aspirazione davanti e lo scarico dietro. Anche perché stiamo parlando di cilindro e testa posteriori del motore Ducati ad L che equipaggia Monster e Hypermotard 1100 Evo, quindi con distribuzione desmodromica monoalbero a due valvole, azionata da cinghia dentata laterale sulla destra. La cilindrata di 452,6 cc è stata dunque ottenuta accorciando la corsa, e utilizzando una nuova biella monolitica. Ovviamente l’alimentazione è ad iniezione elettronica, e l’avviamento elettrico, mentre il cambio è addirittura estraibile: una soluzione chicca che potrà anche sembrare un di più, su una moto del genere, ma “metti che ci venga in mente di partecipare al campionato di short-track…”, ci racconta sornione lo stesso Borile.

Quanto a potenza e coppia, Borile non dichiara ancora nulla, se non che si dovrebbero tranquillamente superare i 40 cavalli e, nonostante l’alesaggio decisamente esuberante rispetto alla corsa, utilizzando masse volaniche sostenute si otterrebbe un notevole tiro in basso, con un regime del minimo stentoreo e regolare, proprio come sui vecchi mono Ducati. Da notare, perlomeno nel rendering che pubblichiamo, il silenziatore identico a quello delle vecchie Scrambler.

Quanto alle ruote, saranno da 19 pollici davanti e 18 dietro. Per conoscere il prezzo, dovremo ovviamente attendere la presentazione milanese di novembre.

Ma non è tutto, come abbiamo accennato nel sommario. Eh già, perché Borile ci ha raccontato la sua nuova idea, che è quella di realizzare una bicilindrica V2 da 1000 cc o giù di lì, con ruota anteriore da 21 pollici e posteriore da 18. Il diametro della ruota anteriore lascia già intendere che si tratterà di una maxi-enduro, ma Borile pensa ad una versione davvero tirata all’osso, spartana, quindi molto leggera, che poi l’acquirente potrà personalizzarsi a piacimento grazie ad appositi accessori e particolari che verranno realizzati ad hoc. Idea brillante, ci sembra. Quindi, non ci resta che attenderne gli sviluppi."

Ed ecco cosa dice chi l'ha disegnata:
"...mi chiamo Andrea 'Artù' Artusi e sono colui che ha realizzato, seguendo scrupolosamente le indicazioni di Umberto Borile, la ricostruzione grafica della sua nuova Scrambler che è stata pubblicata.

E' stato un lavoro difficile ma anche bellissimo perché Umberto Borile, checché se ne dica, è un artista delle moto e prima di tutto un grandissimo appassionato. Quanto allo spirito con cui è nato questo progetto non posso che che quotare Tanketto01 (ovvero l'amico Maurizio Tanca).

La moto che vedrete al Salone ripercorrerà esattamente queste linee ed è stata pensata per riproporre con gli standard di sicurezza e i materiali di oggi i sapori e il piacere di guida della vecchia scrambler. Il tutto con il valore aggiunto di una costruzione rigorosamente a mano che solo un artigiano del suo calibro sa dare.

Certo, sarà un prodotto esclusivo. Ma come è accaduto spesso in passato potrebbe anche 'svegliare' le case su progetti di moto come questa nate per essere leggere e godibili."

Ora non ci resta che attendere...

Il Giro dei Matti

...perchè bisogna essere matti per farsi un giro in moto di 873 km in una giornata sola...dal livello del mare ai 2770 m del Col de l'Iseran sulle Alpi francesi, percorrendo 18466m di dislivello su è giù per i monti....
Beh...comunque non ero solo io il matto (in viaggio con la mia fida Sprint 900): c'era anche Nick (Streethawk CBR 1100 XX) e Fabio ( HD XR 1200 chenonhapiùnulladiunaHD).

Appuntamento alle 7 a Chiavari col pieno di benzina. Autostrada - a tutto gas - fino a Fossano, nuova ricarica di benzina per avere i serba belli pieni, colazioncina veloce e via! Non è una gara, ma la voglia di fare tanta strada non facile, è fortissima.
Colle dell'Agnello, Col.d'Izoard, Col du Lautaret, Col du Galibier, Col de l'Iseran, Piccolo san Bernardo, uno di fila all'altro, praticamente senza soste, giusto 5 min per Passo tranne il pranzo sull'Iseran dove ci siamo concessi addirittura un'ora!!! Roba da matti!

Impianto frenante della Sprint messo a dura prova, piccoli trafilaggi d'olio dalla pompa del freno iper stressata, dischi anteriori belli bruniti, milioni di moscerini sul cupolino...quegli altri due che andavano come matti e che puntualmente mi lasciavano indietro...ma forse mi sono goduto un pò meglio paesaggio...mettiamola così :-)

poi c'è anche chi è rimasto senza benzina in autostrada a 1500 m dal distributore....peccato fossimo in salita...ed allora cosa inventi? La prima cosa che viene in mente è quella di smontare il tubicino di sfiato della batteria e carcare di tirare su qualcosa ma poi, visto che questo sistema non va, si decide di immergere una tshirt nel serbatoio pieno e ti far sgocciolare tutto in quello vuoto...giusto per arrivare al distributore...e funziona!!!!

Arriviamo a casa stanchi, col culo a pezzi, ma liberi, sereni e felici dei essere dei veri Matti!!!!