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martedì 16 aprile 2013

lunedì 5 ottobre 2009

Coefficiente aerodinamico

Torniamo a parlare di design.
Me la ricordo negli anni '90, insieme alle altre decine di 125 race-replica che invadevano il mercato...ma le era diversa, strana, futuristica. Certo, non è che fosse vendutissima, d'altronde le moto dalle linee "avanti" spesso e volentieri si vendono poco, ma poi risorgono dopo qualche anno!

Gilera CX 125
Ecco un estratto di cosa ho trovato in rete:
"La CX è una motocicletta, prodotta nel solo 1991 e nella sola cilindrata 125 c.c., modello sportivo/turistico di Gilera.
Proposta in Italia in tre colorazioni, blu e verde "con selle arancio", Rosa "con selle nere" mentre all'estero era proposta anche in nero "con selle arancio".
La moto, risulta essere molto particolare per la sua linea ancora oggi molto futuristica.
Il nome "CX" è un chiaro riferimento al coefficiente di resistenza aerodinamica che nel suo caso risulta essere molto basso.
La presentazione non ufficiale del modello è al salone di Milano nell’anno 1989, la Gilera Cx 125 diventa una delle reginette indiscusse di questa manifestazione, uno dei modelli più inconsueti e discussi; non sono le sue prestazioni ma sono le soluzioni estetiche e tecniche che presenta che lasciano “a bocca aperta”.
Pare una “concept bike” destinata al duplice ruolo di saggiare le reazioni del pubblico e di collaudare nuove soluzione tecniche, Carenatura sigillata che lascia fuori solo le ruote, soluzione esasperata (in controtendenza di mercato) le innovazioni riguardano sia l’aspetto estetico sia quello tecnico.
L’ ingegner Federico Martini “progettista” e Luciano Marabese "“designer" tra l’altro di kz / kk e dello scooter "sfera” fondono la loro riconosciuta bravura in un progetto che non è un’esercitazione; questo è evidente al “Motor Show” di Bologna con la versione definitiva destinata alla vendita al pubblico.
Il progetto nasce dopo approfonditi studi in galleria del vento, era necessario offrire una buona velocità di crociera ed un’ottima protezione pilota con un contenimento dei consumi, ne scaturì una carenatura sigillata che si estende da cupolino a codone.
La Cx ha una personalità distinta dal resto della produzione sportiva e super sportiva , alternativa alla race replica di quelli anni ambisce al ruolo di nuove stradali senz’altro sportive ma più confortevoli e meno sacrificate negli assetti e nella protezione aerodinamica.[...]
Il prolungamento anteriore che arriva a coprire parte della ruota, ha consentito l’eliminazione del parafango le sole aperture sono le presa aria anteriore e gli sfoghi laterali, la ricerca aerodinamica ha portato alla grande inclinazione del vetro del fanale anteriore e alla integrazione degli specchi retrovisori nei supporti per gli indicatori di direzione.
L'assemblaggio delle numerose parti della carenature “materiale plastico stampato a iniezione ad alta pressione” è soddisfacente e gli accoppiamenti sono precisi ma laboriosi.
La mono-scocca copre interamente la meccanica e quando lascia vedere qualcosa, questo è ancora più inconsueto della stessa linea, ciò che incuriosisce sono le sospensione, tanto che a guardare il lato destro viene da chiedersi se ci sono o no.[...]
Nel discorso estetico gioca un ruolo importante anche la sella è a biposto a sbalzo “il posto del passeggero è integrato nel codone posteriore” ed è ricoperto da un guscio in tinta con il resto delle carrozzerie.[...]
Da: gilera125fans.com


mercoledì 7 gennaio 2009

Dubbi su una sportiva all'italiana...

L'ultimo numero attualmente in edicola di Motociclismo mi ha fatto soffermare su un modello che personalmente non sono mai riuscito ad inquadrare come bello o brutto...parlo della Moto Guzzi V11.

Una moto che realmente rappresenta la sportività italiana rappresentata da moto grosse, granitiche, adatte alle alte velocità e poco maneggevoli sul misto stretto. Ha una linea retrò, e quindi mi piace; ha un carattere forte e deciso ed anche questo contribuisce a piacermi. Ha la colorazione, almeno la prima serie, copiata dalla sua antenata V7 ed anche questo aspetto mi può appassionare...ed allora cosa c'è che non va?

Cercando di dimenticare le varie voci di corridoio che la definiscono inaffidabile, - che la rubrica Guida all'acquisto del sopracitato Motociclismo ha confermato- qualcosa che non va c'è.
Forse la linea esageratamente "cicciona"?
Forse i cerchi che sembrano prelevati da una Suzuki qualsiasi?
Forse il parafango anteriore troppo elaborato??
Forse gli scarichi anonimi?

Boh, non so...aiutatemi a capire...sotto sotto la moto mi piace...

mercoledì 17 dicembre 2008

Ultima vera

Nei post precedenti si è trattato di BMW molto particolari e lontane dalla produzione di serie.
Attuale produzione che si è veramente moltiplicata rispetto a pochi fa con un tentativo da parte della casa tedesca di esplorare nuovi settori motociclitici non dedicandosi solo alle moto da lunghe percorrenze.
Un applauso a BMW che si è svecchiata, anche se, mio modestissimo parare, ha perso contemporaneamente quell'immagine di Marchio sinonimo di classe ed eleganza...

Tutto è cominciato da quando è uscita la Rockster moto che, ancor oggi, digerisco a fatica.
Ma non sono qui per parlare di questa moto.
Voglio dedicare questo post all'ultimo modello che secondo me incarna la BMW vecchio stile, un modello sportivo che però esprime contemporaneamente l'immagine elegante di BMW: la R110S.
Anche oggi, ogni volta che la incrocio non posso non notare le sue splendide forme!

Mi piace veramente tanto. Ha una bellissima linea, semplice, senza inutili orpelli, dominata dal gigantesco serbatoio utile per macinare chilometri come tradizione BMW. Una moto sportiva ma nel contempo pronta ad ospitare le classiche borse laterali Krauser.

Anche con colori accesi rimane sempre una "bella signora" ed addirittura in versione Randy Mamola in edizione limitata!
Questa per me l'ultima vera BMW.

giovedì 23 ottobre 2008

"Bella come lo erano le moto di un tempo..."

Questo post è un omaggio alla mia moto e contemporaneamente un omaggio al grande ed indimenticato Carlo Talamo, motociclista ed importatore Triumph in Italia, purtroppo venuto a mancare in un incidente stradale in sella alla sua moto qualche anno fa.
Leggete queste righe e capirete perchè era una persona speciale...

"E' un posto un pò fuori mano Hinckley, dove si costruiscono le Triumph. Forse è per questo che la legge dei grandi numeri di lì non è ancora passata a sconvolgere la legge dei numeri umani.
Non che la Triumph sia un piccolo assemblatore cacciato in un garage chissà dove. Con 15 mila motociclette prodotte ogni anno in uno stabilimento che è il più moderno che ci sia in giro, la Triumph si può permettere gli investimenti e la qualità necessari a mettere su strada delle belle motociclette al passo con i tempi. Gode però di quella libertà di pensiero e d'azione che gli lascia mettere al mondo motociclette che sono destinate ad accontentare pochi motociclisti che non sono censiti dai mostri del marketing. Non perchè siano cattivi ma perchè pochi. Ecco, la Thunderbird Sport, costruita in numeri che farebbero vergognare qualsiasi produttore giapponese, ed importata in meno di sessanta unità è esattamente una di quelle motociclette.
Motociclette che non ci sono perchè i grandi numeri le respingono.
Inaccettabili, per il moderno mondo del marketing e delle persone trattate come briciole. Quello che vedete della Thunderbird Sport è il vestito. Sotto al vestito albergano 83 cavalli distribuiti con una armonia conosciuta soltanto ai motori trecilindrici. E poi ci sono sei marce, dodici valvole, raffreddamento a liquido, tre freni a disco, monoammortizzatore posteriore. Perchè il ritorno alle forme di una volta non deve far dimenticare che le velocità e le strade sono quelle di oggi.
La Thunderbird Sport è una motocicletta velocissima e rilassata. Bella come lo erano le moto di un tempo. Quelle che non ci sono più. Forse perchè erano troppo poche."

Pubblicità Triumph Thunderbird Sport - 1998

sabato 27 settembre 2008

Occasione ghiotta

Ti svegli la mattina e non ci pensi minimamente, trovi un annuncio su un forum e te lo leggi, scopri che regalano una moto vicino a casa tua e la sera te la vai a vedere...
Yamaha TRX 850 del 1998...sconosciuta ai più considerato anche il numero veramente esiguo di pezzi venduti in Italia.
Io un pò, almeno esteticamente la conoscevo, ma non mi ero mai soffermato veramente sulla sua bellezza!

L'ho vista ieri sera, sotto un lampione...un pò giù di carrozzeria, qualche colpetto qua e la, ma con un motore vivo e pronto almeno a giudicare dai pochi metri percorsi essendo senza assicurazione...
La moto è disponibile...dovrei pagare solo il passaggio di proprietà...ci sto pensando su...ma ho poco tempo...
Io intanto ve la faccio vedere da una immagine presa in rete. A me pare bellissima, che faccio, la prendo?

martedì 2 settembre 2008

Troppo avanti per essere capita...


Negli anni '90 Aprilia è stata una azienda molto dinamica ed alla moda, soprattutto nelle piccole cilindrate con i suoi scooter e moto dedicate ai giovanissimi.
Nel 1995, insieme all'enduro stradale pegaso 650 propose anche la Motò 6.5 ideata dal designer francese Philippe Starck; una moto che, secondo Aprilia, avrebbe basato tutto il suo successo sul design.
Ma purtroppo le vendite di questo modello, assolutamente "avanti", furono molto scarse. La moto non fu capita dai motociclisti "duri e puri".
Nel 1995 era assolutamente un progetto troppo ambizioso. Oggi, a distanza di 13 anni, è ancora attualissima!
Un design fatto esclusivamente di linee curve. Scelta logica per serbatoio, sella e codone. Meno logica per telaio e scarichi! Ed anche l'uso di plastiche grigie anziché nere a creare un insieme tutto particolare.

Oggi la moto ha una "seconda vita" e piace alla gente e dico la verità, oggi piace tantissimo anche a me, soprattutto nella colorazione dell'immagine. E' il tipico esempio di moto bella esclusivamente per il design.